Paura di parlare in pubblico: come superarla e acquisire la padronanza d’aula
Tra le competenze più facili da sviluppare vi è quella di parlare in pubblico in modo efficace, trasformando la tensione negativa da paura della platea in energia positiva, necessaria per una brillante esposizione.
Questa metamorfosi può sembrare surreale, ma è una semplice sintesi dei risultati osservati in oltre trent’anni di formazione sulle tecniche di public speaking.
In questo articolo vediamo i veri motivi per i quali si prova ansia o timore durante questa attività e, sopratutto, i passi che conducono a diventare un professionista del public speaking.
Ansia di parlare in pubblico: da dove nasce?
Perché non si riesce a parlare in pubblico? La cultura medica ci ha insegnato che il successo di ogni terapia nasce da una corretta diagnosi. Questo è stato il successo dell’avventura di Change Project nel public speaking. Ci siamo chiesti perché esseri umani anche molto competenti, sicuri di sé e disinvolti nel rapporto “one to one”, improvvisamente in una comunicazione “one to many” si trasformino, evidenziando la propria ansia, perdendo il filo del discorso, esprimendo il proprio nervosismo in modo anomalo fino a sviluppare una fobia verso la platea.
Nell’approfondire questa diagnosi ho avuto la fortuna del supporto di due grandi autori: Vera Birkenbihl nel 1985 (1) e Daniel Goleman nel 2011 (2).
Entrambi gli autori affrontano la cultura dei comportamenti umani partendo dal sistema limbico del nostro cervello e in particolare dall’amigdala, una specie di mandorla composta da un agglomerato di nuclei nervosi. L’amigdala raccoglie tutti i fotogrammi della nostra vita associati ad eventi emotivi, generando così per ogni evento, ad esempio il parlare in pubblico, un’emozione positiva per un successo passato o negativa per un fallimento. Ne deriva che, se abbiamo avuto un’esperienza comunicativa negativa, l’idea di dover tornare in platea ci crea una tensione spesso eccessiva.
Da questa osservazione si potrebbe evincere che la paura di parlare in pubblico colpisca solo coloro che hanno avuto esperienze pregresse negative, ma non è così. Il nostro cervello limbico, tutte le volte che deve valutare come affrontare un evento importante, quando non trova esperienze pregresse segnala il rischio della novità e innesca una scossa di adrenalina. Vera Birkenbihl, nel suo famoso Stress e Felicità (Franco Angeli, 1995) ha chiamato questo meccanismo “MSN, vale a dire Meccanismo di Scoperta del Nuovo”.
Ora che la nostra diagnosi della paura è completa, siamo in grado di cogliere soluzioni mirate: vediamole nel dettaglio per superarla ed essere efficaci durante un discorso in pubblico.

Cosa fare per superare la paura di parlare in pubblico: consigli e tecniche efficaci
Di nuovo, l’ambito medico ci aiuta a capire che ogni patologia può essere affrontata su un duplice binario: agendo sui sintomi oppure sulle cause.
Non fa eccezione la paura del parlare in pubblico, per cui troppa letteratura tende a concentrarsi sui sintomi, tipo: come gestire la respirazione, il volume di voce, i vuoti di memoria ecc.; tuttavia, se intendiamo debellarla, occorre andare a colpire le vere cause, aiutando il nostro cervello limbico a modificare l’immagine negativa del public speaking.
Il nostro grande obiettivo è di vivere l’evento da stressante a gratificante.
Sembra un obiettivo esageratamente ambizioso ma, per fortuna, realistico perché testimoniato da anni di esperienza e migliaia di risultati positivi.
Suggerimenti per parlare bene in pubblico
Vediamo come spostare il nostro focus dalla gestione dei sintomi alla risoluzione delle cause della paura stessa. Ecco, quindi, i passi da attuare:
- il primo passo è prendere coscienza che non dobbiamo debellare la tensione, perché l’adrenalina è indispensabile per una performance di qualità, come lo sport ci insegna. Ognuno deve essere cosciente che il vero rischio per qualunque platea è avere di fronte uno speaker smorto, monocorde, con lo sguardo spento nel vuoto, l’espressione del viso seria e una gestualità bloccata.
- Il secondo passo è accettare le proprie emozioni e canalizzarle verso comportamenti efficaci.
- A questo punto, inizia il percorso di Role Playing, inteso come simulazione di un evento di public speaking di fronte ad una platea, condotto da un docente. L’obiettivo primario di quest’ultimo è quello di aiutarci a debellare l’immagine negativa che abbiamo di noi di fronte ad una platea.
- Se possibile, è utilissimo avvalersi di un filmato della propria performance al fine di poterla analizzare dal punto di vista esterno e scoprire soprattutto le nostre vere qualità.
- È importante partire dalle soft skills vincenti, da gratificare, per poi condividere i possibili miglioramenti attraverso nuove simulazioni.
- Occorre, successivamente, che ognuno di noi abbia preso coscienza delle proprie migliori qualità comunicative e dell’opportunità di ulteriori miglioramenti.
- Ognuno è, infine, chiamato a correggere i comportamenti più deboli della sua performance, integrandosi nella sana cultura del “Never stop improvement”, cioè del miglioramento continuo.
Oltre a questi suggerimenti pratici da mettere in pratica, è importante visualizzare il percorso di sviluppo che conduce al successo di una performance di public speaking.
Come puntare all’alta qualità ed efficacia nel public speaking
È indispensabile che l’interessato abbia una visione chiara del percorso necessario per un’elevata performance comunicativa. Infatti, esiste un vero e proprio percorso di sviluppo, in cui si possono identificare tre aree principali da allenare per raggiungere l’efficacia nel public speaking: vediamole nel dettaglio.
- Le soft skills comunicative: tra di esse sono state identificate otto competenze chiave, ovvero contatto visivo, gestualità, espressione del viso, postura e movimenti, personalità ed entusiasmo, volume e tono di voce, linguaggio e gestione dello stress. L’esperienza ci conferma che il loro sviluppo è fattibile.
- Le capacità di interazione con i partecipanti: la famosa padronanza d’aula è molto legata all’abilità di coinvolgere la platea, rispondere alle domande, gestire le situazioni critiche e i disturbi. La capacità di relazionarsi e interagire è più complessa dello sviluppo delle skills comunicative, poiché ogni platea è diversa dall’altra e questa padronanza richiede una maggiore esperienza, non sempre acquisibile in un corso di formazione, ma sotto controllo nel miglioramento continuo.
Capacità progettuale: quando siamo chiamati a parlare in pubblico, molto spesso vogliamo raggiungere un obiettivo comunicativo. Tanto più importante e difficile è il risultato atteso, tanto maggiore attenzione dovremo dedicare alla strategia comunicativa, identificando il percorso ottimale tale da suscitare attenzione e stimoli persuasivi ed emozionali.

Il supporto della formazione per raggiungere risultati gratificanti
Le competenze per parlare in pubblico sono indispensabili in numerosi ruoli professionali. La bella notizia, come emerge da questa analisi, è che non si tratta di una capacità riservata a pochi eletti, ma di abilità facilmente acquisibili.
Sebbene alcuni consigli e tecniche possano essere appresi autonomamente, la formazione specializzata nel public speaking è centrale per acquisire una vera padronanza di questa abilità. Un percorso formativo strutturato offre un livello di approfondimento che va oltre la semplice teoria: consente, infatti, di mettersi alla prova con il supporto di docenti esperti per migliorare e raggiungere brillanti esposizioni. È questo l’approccio che caratterizza i progetti formativi personalizzati di Change Project, che permettono di vivere un’esperienza immersiva e affrontare un percorso pratico e orientato ai risultati. Questa modalità consente di affinare le proprie soft skills, correggere eventuali debolezze e, soprattutto, di costruire la fiducia necessaria per affrontare con successo una platea.
Infine, ci sono due aspetti da non sottovalutare, che possono rivelarsi molto preziosi. Il primo è il valore del feedback: cercare e ottenere feedback diretti e mirati da docenti esperti o colleghi competenti è un elemento di supporto utile per il miglioramento continuo.
Un altro aspetto cruciale è la possibilità di continuare a migliorarsi nel tempo. In questo senso, le pubblicazioni specialistiche rappresentano un’estensione dell’esperienza formativa e un’opportunità per approfondire diverse tematiche e avere a disposizione strumenti concreti, ideali per chi vuole mantenere alta la qualità delle proprie competenze e perseguire un percorso di crescita continua, come nel caso del public speaking.
Sono certo che da questa lettura possano nascere tante nuove domande di approfondimento, da qui l’opportunità di ulteriori approfondimenti cliccando sul pulsante che trovi di seguito. Potrai
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