In Perle di saggezza

I grandi leader, sono persone che hanno una capacità fenomenale di disegnare e ridisegnare relazioni di collaborazione creativa all’interno dei loro team. – Sergio Marchionne

Premessa

Più di una volta mi è stato chiesto dalle direzioni aziendali:

“Nella vostra esperienza sulla gestione del personale, quali sono le macro criticità che l’alta Direzione deve essere in grado di riconoscere e affrontare?”

La mia risposta è sempre la stessa:

“Tutte le aziende, ma in particolare le medio-grandi, soffrono di disallineamento, cioè della tendenza dei singoli Manager o Direttori di reparto a focalizzarsi solo sulla propria area di competenza, trascurando i collegamenti con gli altri reparti.”

Questa patologia organizzativa è spesso endemica. Non a caso molte aziende convivono con una sottocultura di scarsa collaborazione interfunzionale. In alcuni casi si arriva alla sindrome dei silos: ogni reparto si percepisce come una “repubblica indipendente”, orgogliosa del proprio isolamento e autoreferenziale in tema di qualità e performance. Non mancano poi situazioni di conflittualità latente, che si traducono nel classico schema “noi contro loro”.

Senza drammatizzare, possiamo individuare il primo macro-obiettivo della Direzione Generale: esercitare una nuova modalità di leadership che favorisca e valorizzi la collaborazione tra reparti diversi.

Le cinque tipologie di leadership

Jim Collins ha individuato cinque livelli di leadership, una classificazione molto utile per comprendere a fondo questa competenza, fondamentale per ogni persona ma indispensabile per chi guida le aziende.

La leadership è la capacità di influenzare il pensiero e le azioni degli altri. Secondo Collins, i livelli sono i seguenti:

  1. Leadership di competenza

Il leader fonda la propria autorevolezza sulla competenza tecnica, come accadeva nelle botteghe artigiane, dove il maestro era garante della produzione e della formazione.

Oggi questo modello sopravvive nei ruoli tecnici (es. capi reparto), ma risulta obsoleto e inefficace nei ruoli che richiedono vere capacità manageriali.

  1. Leadership da teambuilder

Il leader crede nel valore del team e promuove la collaborazione attraverso una leadership partecipativa.
È una forma di leadership cruciale nei Team Leader di progetto, mentre per i Manager di reparto il teambuilding rappresenta una strategia di gestione delle persone. Questa competenza diventa fondamentale nel percorso verso la Leadership di livello 5.

  1. Leadership manageriale

Il leader si concentra sulle proprie competenze organizzative, seguendo le tre fasi classiche del management: organizzazione, pianificazione e controllo.
Il suo focus è l’orientamento al compito, che si traduce in:

  • chiarezza sulle responsabilità dei collaboratori (job description),
  • analisi dei carichi di lavoro,
  • pianificazione delle attività,
  • monitoraggio delle scadenze,
  • valutazione dei risultati.

Queste competenze garantiscono una gestione operativa solida, ottimizzando i processi e monitorando attentamente i risultati.

  1. Leadership classica

Il leader mostra un forte orientamento alle persone, sviluppandolo in tre fasi:

  • condivisione di vision, valori aziendali e obiettivi di performance,
  • sviluppo del personale (principalmente attraverso il coaching),
  • valutazione delle prestazioni.

È un ruolo centrale nelle organizzazioni, perché ogni Manager deve essere percepito dai propri collaboratori come rappresentante della Direzione aziendale. Da qui l’importanza dell’allineamento di ciascun Manager alla Direzione Generale.
Naturalmente questo leader possiede anche competenze manageriali e capacità di teambuilding, anche se può delegare ad altri alcune di queste responsabilità.

  1. Leadership di livello 5

È il livello più evoluto, osservato da Jim Collins nelle aziende di successo duraturo.
Il leader di livello 5 incarna la Direzione Generale coniugando cultura manageriale e capacità di leadership ed è caratterizzato da una forte motivazione verso il successo aziendale di lungo periodo. Questo obiettivo è raggiungibile solo attraverso la creazione di un team manageriale coeso e allineato, in cui le direttive aziendali vengono elaborate e condivise dal gruppo stesso.

In altre parole, il successo non dipende dal “Mega Leader” carismatico, che accentra e rischia di generare la sindrome dell’uomo solo al comando.Il vero leader mette in primo piano il team e la crescita dei suoi membri, creando anche le condizioni per una successione futura sostenibile.

Un esempio eloquente: molte aziende familiari, fondate e guidate da pionieri illuminati, riescono a prosperare grazie alla visione del fondatore. Tuttavia, al primo passaggio generazionale, il 60% chiude i battenti. Domanda: se il pioniere fosse stato sensibilizzato alla leadership di livello 5, l’azienda avrebbe chiuso?

Sono certo che da questa lettura possano nascere tante nuove domande di approfondimento, da qui l’opportunità di ulteriori approfondimenti cliccando sul pulsante che trovi di seguito. Potrai

  • scrivere direttamente all’autore
  • richiedere un contatto telefonico
  • organizzare un incontro interattivo